La scelta di molti magistrati di manifestare il proprio dissenso per il modo in cui il Governo sta gestendo i problemi della Giustizia, abbandonando le aule in cui si celebra l’inaugurazione dell’anno giudiziario durante l’intervento del rappresentante del Governo, può, indubbiamente non essere condivisa.
E’ sin troppo ovvio che esistono mille modi di dissentire e che non sempre si può essere tutti d’accordo sulle forme che una protesta può assumere, e questo, anche quando se ne condividono i contenuti: occorre, però, scegliere, perché se ognuno manifestasse da solo le ragioni sottese non riuscirebbero ad emergere mai.
Credo che chiunque sia dotato di un minimo di onestà intellettuale dovrebbe ammettere che si sta giocando una partita che non ha nulla a che vedere con difese di privilegi di casta di una categoria professionale, bensì con la salvaguardia dei principi costituzionali, primo tra tutti quello dello Stato di diritto.
Per questo ho condiviso comunque questa scelta che segna un altro piccolo passo nel lungo e faticoso percorso di informazione, sensibilizzazione, denuncia e proposta sui temi della giustizia che molti magistrati hanno iniziato a percorrere senza paura di denunciare anche le manchevolezze interne.
Alcune delle “reazioni” a questa scelta, lo confesso, mi hanno profondamente offeso e preoccupato: in testa quella dell’Unione Camere Penali Italiane, l’organismo nazionale degli avvocati penalisti .
Ecco il comunicato stampa diffuso poche ore fa, messo a confronto con quello dell’Associazione Nazionale Giuristi Democratici: così che ognuno possa farsi una sua idea.
Questo il comunicato stampa dell'UCPI
"... La sceneggiata concepita dall'ANM che abbandona a singhiozzo le cerimonie di apertura dell''anno giudiziario, che la stessa Anm ha trasformato negli anni in una celebrazione sindacale di casta, da' il segno dell'inconsistenza e della demagogia delle proteste dei magistrati, dirette in realtà alla difesa di privilegi e benefits. Il rivolgersi alla piazza della Anm nelle sedi distrettuali (ma non all'Aquila ne' in sede nazionale) dimostra come il sindacato delle toghe si atteggi ormai a partito politico che si muove per la conservazione dell'esistente e che vuole continuare a tenere sotto ricatto la politica di qualunque settore. I penalisti italiani che si ritrovano all'Aquila da tutta Italia denunciano la deriva populista dell'Anm che conferma la necessità di procedere a riforme di sistema senza indugi ed esitazioni...."
Questo il comunicato stampa dell'Associazione Nazionale Giuristi Democratici
"..... La tutela dei diritti dei cittadini, che l'Associazione Giuristi Democratici persegue come suo obiettivo e principio ispiratore, necessita come presupposto per la sua effettiva pratica, l'esistenza di una Magistratura autonoma, indipendente ed autorevole; i duri attacchi che Governo e maggioranza parlamentare stanno compiendo in questi giorni nei confronti della Magistratura, che viene delegittimata e screditata, e la risposta dura, ma dignitosa di quest'ultima, oggi esplicitatasi nell'uscita dalle aule durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario al momento dell'intervento del rappresentante del Governo, ci inducono ad esprimere tutta la nostra preoccupazione per il futuro della giustizia e ad esprimere ai magistrati la nostra comprensione per il gesto oggi compiuto, gesto cui i Giuristi Democratici si sono convintamente uniti....".
sabato 30 gennaio 2010
martedì 22 dicembre 2009
Una giornata in Tribunale nonostante la neve
Per fortuna non sono di turno arresti e non ho neppure udienza: potrei anche lavorare a casa, scrivere qualche sentenza, ad esempio, visto che ne ho ancora tre da depositare entro il 26 di dicembre.
Preferisco, però, fare un salto in ufficio ugualmente: per me che abito a 500 metri in linea d’aria è davvero un piacere fare quattro passi sotto la neve per arrivare in Tribunale, e poi temo che ci possa essere bisogno di rinforzi.
Durante il tragitto immagino scenari apocalittici, un androne semi deserto ed utenti vari che, come tutti i sacrosanti giorni, si lamentano di qualcosa che non va.
Quel che trovo, invece, è molto distante da quel che ho immaginato: praticamente nessuno dei colleghi manca all’appello e, tra mille difficoltà sono riusciti ad arrivare anche quelli che abitano fuori Como, ad Erba, Cavallasca, Torno, e persino nella cancelleria penale, nonostante rare defezioni, c’è personale a sufficienza per assicurare tutti i servizi al pubblico ed anche l’assistenza alle udienze.
Perché oggi sono fissate ben tre udienze, una monocratica una collegiale e quella del turno arresti: anche le forze dell’ordine non si sono fermate perché ora delle 11.00 un arrestato è stato già tradotto e processato per direttissima.
Tutte le attività programmate, quindi, seppur con qualche ritardo, sono iniziate regolarmente, anche se la trattazione dei processi procede a rilento perché molti dei testimoni non sono presenti all’appello: in cancelleria, infatti, l’unico funzionario rimasto continua a ricevere e smistare telefonate e fax di persone che segnalano di non essere in condizione di presentarsi davanti al giudice.
Chissà per quanti di loro è stato davvero impossibile arrivare in Tribunale.
Comunque, nel complesso, almeno per oggi, se anche qualcosa non funzionerà alla perfezione, nessuno potrà dire che “è stata colpa dei giudici”, o inveire contro i “disservizi” di cancelleria, e, di questi tempi, non è poca cosa.
In ogni caso, credevo di dovere assicurare man forte ed invece nessuno ha bisogno di me.
Perfetto.
Sarà una splendida e tranquilla giornata che mi permetterà di lavorare in tutta calma e di studiare finalmente, visto che i ritmi quotidiani ordinari ormai troppo raramente me lo consentono.
Preferisco, però, fare un salto in ufficio ugualmente: per me che abito a 500 metri in linea d’aria è davvero un piacere fare quattro passi sotto la neve per arrivare in Tribunale, e poi temo che ci possa essere bisogno di rinforzi.
Durante il tragitto immagino scenari apocalittici, un androne semi deserto ed utenti vari che, come tutti i sacrosanti giorni, si lamentano di qualcosa che non va.
Quel che trovo, invece, è molto distante da quel che ho immaginato: praticamente nessuno dei colleghi manca all’appello e, tra mille difficoltà sono riusciti ad arrivare anche quelli che abitano fuori Como, ad Erba, Cavallasca, Torno, e persino nella cancelleria penale, nonostante rare defezioni, c’è personale a sufficienza per assicurare tutti i servizi al pubblico ed anche l’assistenza alle udienze.
Perché oggi sono fissate ben tre udienze, una monocratica una collegiale e quella del turno arresti: anche le forze dell’ordine non si sono fermate perché ora delle 11.00 un arrestato è stato già tradotto e processato per direttissima.
Tutte le attività programmate, quindi, seppur con qualche ritardo, sono iniziate regolarmente, anche se la trattazione dei processi procede a rilento perché molti dei testimoni non sono presenti all’appello: in cancelleria, infatti, l’unico funzionario rimasto continua a ricevere e smistare telefonate e fax di persone che segnalano di non essere in condizione di presentarsi davanti al giudice.
Chissà per quanti di loro è stato davvero impossibile arrivare in Tribunale.
Comunque, nel complesso, almeno per oggi, se anche qualcosa non funzionerà alla perfezione, nessuno potrà dire che “è stata colpa dei giudici”, o inveire contro i “disservizi” di cancelleria, e, di questi tempi, non è poca cosa.
In ogni caso, credevo di dovere assicurare man forte ed invece nessuno ha bisogno di me.
Perfetto.
Sarà una splendida e tranquilla giornata che mi permetterà di lavorare in tutta calma e di studiare finalmente, visto che i ritmi quotidiani ordinari ormai troppo raramente me lo consentono.
mercoledì 9 dicembre 2009
E' così che si combatte la mafia: parola del Ministro della Giustizia Angelino Alfano
Eppure l’Associazione Nazionale Magistrati lo aveva previsto da tempo: " le riforme governative in tema di ordinamento giudiziario avranno effetti devastanti sull’assetto delle Procure dei Tribunali italiani, ma soprattutto produrranno una sostanziale “desertificazione” della maggior parte delle Procure del meridione impegnate più di altre nella lotta alla criminalità organizzata".
E’ da mesi che viene diffuso quello che è stato definito un vero e proprio bollettino di guerra.
La maggior parte dei posti messi a concorso per le procure d’Italia è rimasta senza aspiranti .
Nelle Procure di Enna, Mistretta e Sciacca, non resterà in servizio alcun sostituto.
Sull'orlo del fallimento, con un solo sostituto in servizio,resteranno Crotone, Gela, Barcellona Pozzo di Gotto, Patti, Vigevano,Nicosia, Melfi, Ivrea, Vasto, Lanusei, Sant'Angelo dei Lombardi, SalaConsilina, Casale Monferrato e Mondovì.
Rasenteranno il vuoto, con soli 2 sostituti, Termini Imerese, Locri, Ragusa,Paola, Nuoro, Caltagirone e Vercelli.
In complesso, ben 70 uffici avranno un indice di scopertura maggiore ouguale al 20%.
Ed a fronte di questi dati come reagisce il Ministro della Giustizia ?
Riforme, proposte, dichiarazioni di intenti su possibili modifiche legislative?
Macchè, un semplice “invito” ai magistrati:”… parlate di meno e lavorate di più nelle procure….”.
Povero paese.
E’ da mesi che viene diffuso quello che è stato definito un vero e proprio bollettino di guerra.
La maggior parte dei posti messi a concorso per le procure d’Italia è rimasta senza aspiranti .
Nelle Procure di Enna, Mistretta e Sciacca, non resterà in servizio alcun sostituto.
Sull'orlo del fallimento, con un solo sostituto in servizio,resteranno Crotone, Gela, Barcellona Pozzo di Gotto, Patti, Vigevano,Nicosia, Melfi, Ivrea, Vasto, Lanusei, Sant'Angelo dei Lombardi, SalaConsilina, Casale Monferrato e Mondovì.
Rasenteranno il vuoto, con soli 2 sostituti, Termini Imerese, Locri, Ragusa,Paola, Nuoro, Caltagirone e Vercelli.
In complesso, ben 70 uffici avranno un indice di scopertura maggiore ouguale al 20%.
Ed a fronte di questi dati come reagisce il Ministro della Giustizia ?
Riforme, proposte, dichiarazioni di intenti su possibili modifiche legislative?
Macchè, un semplice “invito” ai magistrati:”… parlate di meno e lavorate di più nelle procure….”.
Povero paese.
martedì 24 novembre 2009
La destinazione a fini sociali dei beni confiscati alla mafia sarà ancora possibile? Un altro passo indietro
E’ stato approvato un emendamento alla finanziaria che prevede che i beni confiscati alle organizzazioni criminali siano venduti se la procedura di riconversione a fini sociali non si conclude entro 180 giorni.
Tenuto conto che i tempi medi di assegnazione si aggirano sui due, tre anni, introdurre per legge, ben sapendo che, al momento, mancano le risorse per rispettarlo, un termine irrealistico scaduto il quale i beni debbono essere venduti al migliore offerente significa,di fatto, prevedere che la stragrande maggioranza dei beni venga venduta.
Questo, in concreto, al di là delle propagandistiche dichiarazioni di intenti,
- significa stravolgere l’impalcatura della legge Rognoni - La Torre che, facendo una scelta di campo efficace e ad altissimo valore simbolico, ha inteso privilegiare la possibilità che i beni confiscati alla criminalità organizzata vengano riconvertiti a fini sociali e
- significa aumentare il rischio che la criminalità organizzata possa ri-ottenere la disponibilità dei beni confiscati nell'ambito delle inchieste giudiziarie.
Tenuto conto che i tempi medi di assegnazione si aggirano sui due, tre anni, introdurre per legge, ben sapendo che, al momento, mancano le risorse per rispettarlo, un termine irrealistico scaduto il quale i beni debbono essere venduti al migliore offerente significa,di fatto, prevedere che la stragrande maggioranza dei beni venga venduta.
Questo, in concreto, al di là delle propagandistiche dichiarazioni di intenti,
- significa stravolgere l’impalcatura della legge Rognoni - La Torre che, facendo una scelta di campo efficace e ad altissimo valore simbolico, ha inteso privilegiare la possibilità che i beni confiscati alla criminalità organizzata vengano riconvertiti a fini sociali e
- significa aumentare il rischio che la criminalità organizzata possa ri-ottenere la disponibilità dei beni confiscati nell'ambito delle inchieste giudiziarie.
mercoledì 4 novembre 2009
Un ringraziamento particolare
Iscriviti a:
Post (Atom)

